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Ascolta anche l’intervista su Radio24 dove raccontiamo il Gargano

Le spiagge lineari dell’Adriatico che, per chilometri e chilometri, hanno disegnato il paesaggio costiero, improvvisamente s’interrompono in Puglia.
Le piatte distese cerealicole del Tavoliere, aride e riarse in estate, a un tratto incontrano aspre alture rocciose, ricoperte da boschi millenari.
Raramente in Italia il confine tra territori è così netto e il paesaggio muta tanto radicalmente.

Per questo il Gargano, promontorio calcareo proteso nel mare, è un mondo a sé, una sub-regione dai caratteri paesaggistico-ambientali originali e ben definiti, con un’improvvisa diversità di paesaggi che lascia di stucco il viaggiatore. Siti archeologici, torri costiere, trabucchi, abbazie, chiese rurali, arricchiscono tutto ciò, rendendo l’esplorazione del Gargano una continua sorpresa.

Del tutto indipendente dal sistema appenninico, lo ‘sperone d’Italia’ si presenta come una compatta massa montuosa, che raggiunge le sue massime elevazioni nei 1065 metri del monte Calvo e nei 1014 metri del Montenero.
Gli ampi terrazzi calcarei che formano il promontorio digradano dolcemente nel versante nordoccidentale verso le lagune costiere di Lesina e di Varano, pescose e poco profonde. La parte orientale del promontorio precipita sul mare con dirupi e bianche scogliere a picco, che in ogni stagione regalano panorami selvaggi e suggestivi.

Tutto il territorio è caratterizzato dall’alta concentrazione di fenomeni carsici, dovuti alla natura calcarea della roccia. Conche rocciose segnate da profondi solchi erosivi, aride pietraie, grandi grotte che offrirono riparo e protezione agli abitanti fin dalla preistoria, doline e inghiottitoi in cui le acque superficiali scompaiono per riapparire poi in sorgenti litoranee sono i tratti salienti di un paesaggio multiforme e affascinante. Le più conosciute tra le oltre 4000 doline presenti nel territorio garganico sono la dolina Pozzatina, sulla strada provinciale che collega San Nicandro a San Marco in Lamis, enorme depressione profonda oltre 100 metri e con un perimetro di 1800 metri, e la dolina Cento pozzi nei pressi di Rignano Garganico, così chiamata per la presenza di numerosi pozzi circolari, detti cutini, utilizzati per la raccolta delle acque piovane. A questi elementi, tipici del carsismo, si aggiungono le spettacolari falesie, i bianchi faraglioni e le numerose grotte marine nell’alta e frastagliata costa orientale tra Vieste e Mattinata.

E’ arrivato fino a noi solo una parte del magnifico manto forestale che un tempo ricopriva interamente il promontorio, ma i boschi millenari del Gargano per estensione e ricchezza arborea ancora costituiscono un elemento dominante del paesaggio, rappresentando uno dei caratteri salienti del promontorio. Con la sua fitta e lussureggiante vegetazione di faggi, cerri, lecci e carpini in grado di superare anche i 30 metri di altezza, la Foresta Umbra (sito UNESCO) è certo uno dei luoghi simbolo del territorio, ma incantevoli sono anche il bosco Quarto, la faggeta depressa di Ischitella e Carpino, il bosco Spigno e il bosco di Spinapulci.

A questi ‘giganti verdi’ si aggiunge un’altra particolarità nella flora del territorio: le oltre 80 specie e 17 varietà diverse di orchidee selvatiche, divenute un richiamo per fotografi e appassionati.

Il paesaggio costiero è caratterizzato dalla profumata macchia mediterranea, con arbusti sempreverdi di mirto, lentisco, cisto, alaterno, euforbia arborea, tamerici e olivastro. Sulla frastagliata costa orientale, come nei cordoni dunosi che separano i laghi costieri di Lesina e Varano dal mare e negli aridi terreni submontani, consistente è la presenza di pini d’Aleppo, i cui esemplari formano macchie tra le più estese d’Italia.

La costa settentrionale, che digrada verso le lagune con dolci colline, si rivela più adatta a coltivi e frutteti. Mandorli, olivi, alberi da frutto e colture orticole nei pressi degli abitati compongono un paesaggio agrario tipico e ancora ben conservato, nel quale spiccano gli agrumeti del territorio di Vico del Gargano, Rodi e Ischitella. Qui, protetti da muretti a secco e bordure frangivento, si estendono le pregiate colture delle arance Bionda del Gargano e Duretta e del Femminiello, il limone più antico d’Italia, oggi rivalorizzate grazie alla costituzione di un’oasi agrumaria e di un consorzio di produttori. Ricchissima è l’avifauna dell’area costiera, caratterizzata soprattutto dalla presenza di gabbiani reali, cormorani e falchi pellegrini che nidificano sulle alte falesie della costa orientale; ma nell’intero promontorio garganico vivono ben 170 specie diverse di uccelli e rapaci, tra cui cinque varietà diverse di picchio.

Questa straordinaria varietà di paesaggi e di habitat naturali, con molte rarità botaniche e faunistiche, costituisce la grande ricchezza del Gargano. Per tutelare e valorizzare questo immenso patrimonio naturale, paesaggistico e culturale è stato creato nel 1992 il Parco Nazionale del Gargano che, con i suoi 120 000 ettari, copre gran parte del promontorio. Simbolo e motore della difesa ambientale di questa terra, il Parco non solo opera per la salvaguardia di una ricchezza arborea e faunistica di grande valore, ma garantisce anche la tutela dei borghi e dei siti storici e la valorizzazione di antichi habitat rurali attraverso il recupero di attività agricole tradizionali. Fanno parte del suo territorio 18 comuni in provincia di Foggia e l’arcipelago delle Tremiti, a 10 miglia marine dalla costa nord del Gargano.

Precipizi di roccia e falesie modellate dal vento, grotte e scogliere, fondali profondi e rocciosi straordinariamente ricchi di fauna e flora marina: è un mare indimenticabile quello delle Tremiti, vero gioiello del Mediterraneo. Delle cinque isole che compongono l’arcipelago − San Nicola, San Domino, Capraia, lo scoglio di Cretaccio e l’isola di Pianosa, la più orientale e distante − solo le prime due sono abitate. Le Tremiti sono state dichiarate Riserva marina protetta e l’isola di Pianosa, quasi al limite delle acque internazionali, è una riserva marina integrale, con divieto assoluto di balneazione, pesca e navigazione a meno di 500 metri dalle sue rive (sono consentite solo visite autorizzate e organizzate dall’ente gestore della riserva).

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